lunedì 18 novembre 2013

A proposito di Nino Ferrer


Forse non abbiamo detto che i Frankie Back From Hollywood nascono sul campo, durante i vari concerti per feste di matrimonio che vedevano la formazione praticare l'arte dell'intrattenimento durante uno dei momenti topici dell'esistenza di gran parte di noi (compreso uno dei Frankie). Grazie alla posizione di "osservatore privilegiato" la band ha avuto modo di studiare i più bizzarri comportamenti e i più variegati tipi umani. Matrimoni allegri, eleganti, fastosi, truzzi, poveri, semplici. Abiti degli sposi sbagliati indossati da gente giusta e viceversa. Sposi che litigano durante il pranzo (si presume come strascico, e non da sposa, di liti che durano da una settimana). Cene di matrimonio che sembrano funerali. Gente troppo ubriaca che non avrebbe dovuto bere, gente troppo sobria che avrebbe invece dovuto farlo, etc. Da queste esperienze, vissute da quella "finestra di vetro sottile" che è lo stare sul palco a servizio mentre gli altri compiono un rituale del vivere, i Frankie si sono equipaggiati dell'arma dell'ironia e hanno affinato il loro senso dell'humor. E sviluppando questa sensibilità hanno compreso meglio quale era la loro vera natura; cosa che ha permesso loro di modellare il repertorio ad hoc, scegliendo tra i brani in repertorio, pescati negli enormi faldoni che Franca si porta appresso con un pesante trolley che la fa smadonnare quando attraversa i ponti, quelli di artisti eccentrici, dotati di una lievissima grazia totalmente demente. Principe tra i principi Nino Ferrer.
Nato col nome di Agostino Arturo Maria Ferrari a Genova il 15 agosto 1934, Nino ha sempre vissuto da italiano in Francia e da francese in Italia. Ha, cioè, portato con sè un tocco di una nazione quando era nell'altra. Uno Yin e Yang vivente. La sua vita è stata così ricca e sfaccettata che non si è nemmeno risparmiato il (triste) finale a sorpresa. I Frankie amano ricordarlo per il versante "leggero" (na geniale) in cui le influenze del soul americano innervavano i bizzarri e anarchici giochi di parole testuali. Dotato di una fisicità segaligna e nervosa, con la frangetta bionda sempre da scostare, Ferrer era un laureato in etnologia alla Sorbona, conferenziere, pittore, attore, musicista jazz (contrebasse). Nel 1967, come altri, sbarca in Italia per attingere anche lui alla sua parte di benessere che il nostro paese sembrava poter donare. Le prime hits furono "Agata" (un cavallo di battaglia dell'iroso Nino taranto) e la baudiana "Donna Rosa". Sarà però poi la volta della traduzione in italiano di grandi hits come "Vorrei la pelle nera", "Il baccalà", "Al telefono" e creazioni tutte italiane come "Viva la campagna" che gli valse anche uno storico Carosello (e chi scampava a Carosello in quegli anni?) e spettacolari apparizioni o conduzioni negli indimenticati shows del sabato sera. Leggendaria quella con una deliziosissima Raffaella Carrà dell' era dell' ombelico, dove Agostino precipita dalle interminabili scale dello studio 1 della RAI. E come se nulla fosse riprende la canzone, con tanto di lettura di papiro con il leggendario "elenco di cose" da fare in campagna.
Grande Nino! Hai portato una ventata di follia e di innata eleganza! Oggi che la deficienza televisiva è vera deficienza ti sei permesso di essere "deficiente", tu che avevi un curriculum così vasto e articolato che ancora oggi sembra incredibile! I Frankie saranno per sempre onorati di riproporti dal vivo!!! Grazie

2 commenti:

  1. Nino Ferrer è stato un grande artista e non viene ricordato come meriterebbe. Se i Frankie hanno il merito di far conoscere almeno a livello locale le sue canzoni.. beh, sono fiera che siano la mia band!

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  2. Grande Nino! Nel nostro cuore per sempre.

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